Un rituale non è un gesto ripetuto.
Non è una formula detta per abitudine.
E soprattutto non è qualcosa che si fa “quando capita”.
Un rituale funziona solo quando viene eseguito nel momento energetico corretto.
Questa è la prima verità che chiarisco sempre.
L’errore più comune sui rituali
Molti pensano che un rituale:
si possa fare in qualunque momento
funzioni anche se si è indecisi
agisca comunque, anche se l’energia è fredda
Non è così.
Un rituale eseguito fuori tempo non è inutile:
è inermi.
Il tempo rituale
Ogni situazione amorosa, emotiva o relazionale attraversa fasi precise:
apertura
picco
chiusura
I rituali vanno eseguiti solo nella fase di apertura o nel picco.
Quando il ciclo è già in chiusura, il rituale non aggancia più nulla.
È per questo che insisto sempre sull’intervento immediato.
Rituali e ciclomanzia
La ciclomanzia serve proprio a questo:
individuare quando il tempo è favorevole.
Non tutti i rituali sono adatti a tutte le persone.
E non tutti i momenti sono ritualizzabili.
Quando una persona mi contatta subito:
il rituale è mirato
l’energia è reattiva
l’azione ha senso
Quando mi contatta dopo settimane di attesa, spesso il rituale non è più indicato.
E io questo lo dico chiaramente.
Io non faccio rituali “di consolazione”
Non eseguo rituali:
per tranquillizzare
per far aspettare
per alimentare illusioni
Eseguo rituali solo quando possono agire.
Questo significa:
meno rituali
ma più efficaci
e soprattutto rispettosi dell’energia di chi li richiede
Quando un rituale è il momento giusto
Lo è quando:
senti urgenza lucida
non stai “provando”
sei pronto ad agire, non a rimandare
In quel momento il rituale è un atto potente.
Fuori da quel momento, è solo un gesto vuoto.
Conclusione
I rituali non vanno rincorsi.
Vanno colti.
E funzionano solo quando il tempo è aperto e la volontà è presente.
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— Pamela Plowden
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